PALLONE COL BRACCIALE

PALLONE COL BRACCIALE

PROVENIENZA DELLO SPORT

 Il pallone col bracciale ebbe una certa diffusione in Francia, Germania, Austria, Inghilterra e Paesi Bassi. Dal pallone col bracciale nacque anche lo sport della palla tamburello, una disciplina oggi molto diffusa in Italia.

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REGOLE

Al battitore spetta il compito d’iniziare il gioco con la battuta della palla che gli viene lanciata con perfetto tempismo dal mandarino: quest’ultimo, in passato, veniva spesso reclutato tra i migliori giocatori di bocce della città. La sua abilità consiste infatti nella precisione con la quale deve lanciare la palla nel presunto punto d’impatto con il bracciale.

I punti si fanno:

  1. se il pallone oltrepassa di volo il limite del campo avversario ma entro certi limiti segnalati da paletti (in tal caso si realizza la  cosiddetta volata);
  2. se il pallone, sorpassata la metà del campo, non è raccolto dall’avversario;
  3. se l’avversario manda il pallone fuori dai lati maggiori;
  4. se l’avversario non manda il pallone oltre la propria metà campo.

Per due giochi consecutivi la battuta spetta alla stessa squadra. Quattro giochi formano un trampolino. L’intero incontro è costituito attualmente da tre trampolini per un totale di 12 giochi. La vittoria spetta alla squadra che totalizza il maggior numero di giochi nei tre trampolini.

STORIA

Il gioco del pallone col bracciale, derivato dalla pallacorda, cominciò ad affermarsi in Italia già a partire dal XVI secolo e per più di quattro secoli è stato il protagonista indiscusso degli sport sferistici nell’Italia centro-settentrionale. Nel XIX secolo acquistò grande consenso e popolarità anche nel sud Italia, diventando quindi un elemento unificante della nuova nazione italiana in qualità di sport nazionale.

Notevole impulso a questo sport diede la Toscana, tanto che una specialità di gioco era chiamata anche bracciale grande o toscano. Un impressionante numero di giocatori professionisti erano toscani: basti pensare che nell’Ottocento un comune come Poggibonsi contava, come racconta De Amicis, diciassette pallonisti di professione; inoltre a questa regione si deve soprattutto il merito di aver dettato, agli inizi del XIX secolo, le nuove regole di gioco che contribuirono alla trasformazione del pallone da passatempo o gioco di piazza a vero e proprio spettacolo pubblico.

CURIOSITÀ

Il Pallone col bracciale viene nominato nell’opera lirica del 1817 La Cenerentola di Gioachino Rossini, libretto di Jacopo Ferretti: nel secondo atto, durante il sestetto, il servo Dandini, riferendosi al ritorno al potere del proprio padrone, il Principe Ramiro, canta: “Alfine sul bracciale ecco il pallon tornò; e il giocatore maestro in aria il ribalzò“.

FONTI:

https://it.wikipedia.org/wiki/Pallone_col_bracciale

http://www.lugonotizie.it/articoli/2017/07/07/art-bonus-bagnacavallo-finanziata-la-pubblicazione-di-un-libro-sul-gioco-del-pallone-a-bracciale.html

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