TCHOUKBALL

TCHOUKBALL

Il tchoukball è uno sport di squadra nato in Svizzera negli anni sessanta da una proposta del biologo Hermann Brandt. Citando l’ideatore del gioco:

L’obiettivo delle attività fisiche umane non è di costruire campioni, ma piuttosto di contribuire alla costruzione di una società migliore“.

LA STORIA

Questa disciplina inizialmente è nata come gioco di “terapia di recupero”

Nel corso degli anni è diventato un vero e proprio sport con campionati e nazionali. Questo sviluppo è stato possibile grazie ai valori etici che l’ideatore ha accompagnato e sintetizzato nella “Carta del Tchoukball”, una dichiarazione di intenti alla base dei regolamenti tecnici e disciplinari. In questo documento il concetto di “rivale” come tutti noi lo conosciamo scompare per lasciar posto a quello di “compagno di gioco”, cioè quella figura che permette di confrontarsi non solo con gli altri ma soprattutto con se stessi, che insegna col proprio esempio, che aiuta a dare il meglio di sé in maniera collettiva e non individuale.

La scomparsa del prof. Brandt segna una battuta d’arresto sulla diffusione della disciplina, ma grazie alla bontà del progetto e al lavoro della Fédération Internationale de Tchoukball (FITB), iniziano a comparire i primi eventi continentali e mondiali, che oggi vedono partecipare rappresentative da tutto il mondo.

La nazionale italiana di tchoukball.

Il tchoukball si sviluppa così pian piano in tutta l’Europa e nel mondo. Taiwan ha addirittura riconosciuto questa disciplina tra i suoi sport nazionali.

Fra i passi più importanti che il tchoukball ha compiuto c’è la partecipazione, come sport dimostrativo, alle Olimpiadi di Monaco di Baviera del ’72.

I concetti etici alla base della nascita del tchoukball sono valsi a questa disciplina un importante riconoscimento dall’ONU che nel 2001 lo ha dichiarato

Sport a sostegno della pace e della fratellanza

IL REGOLAMENTO

Entrambe le squadre, composte da sette giocatori di entrambi i sessi, si trovino a condividere il medesimo terreno di gioco. Il campo è un rettangolo di circa 28×15 metri (come un campo da basket) nei cui lati corti, fuori dal campo e al centro delle linee, sono posti due trampolini elastici detti “pannelli”, inclinati a 55° rispetto al terreno e circondati da un’area proibita di raggio 3 metri che non può essere occupata da nessun giocatore , come si può intuire dal nome.

Il tchoukball non prevede contatto fisico, né nessun altro tipo di ostruzione nei confronti dell’avversario.

Scopo del gioco è colpire il pannello con una palla, simile a quella della pallamano, e fare in modo che essa, a seguito del rimbalzo sulla rete elastica, tocchi il suolo prima che gli avversari riescano ad intercettarla.

Alla squadra che difende è fatto divieto di disturbare l’azione avversaria, essi devono infatti semplicemente attendere che la squadra in possesso della palla arrivi al tiro e, solo dopo che la palla ha toccato il pannello, possono provare ad intercettarla. Se ci riescono, possono a loro volta contrattaccare, altrimenti è punto di chi ha attaccato.

Questa possibilità di poter costruire l’azione senza essere disturbati riecheggia nella Carta del Tchoukball tramite il detto “il bel gioco richiama il bel gioco”, ma ovviamente comporta delle limitazioni che si possono facilmente ridurre alla “regola del 3”: nessun giocatore può mantenere la palla per più di 3 secondi, non può fare più di 3 appoggi con la palla in mano e una squadra deve arrivare al tiro entro 3 passaggi, più o meno come nella pallavolo.

Altra particolarità del tchoukball è che i due pannelli sono a disposizione di entrambe le squadre che in ogni momento possono decidere di attaccare in qualunque delle due metà campo, così come la difesa può decidere di contrattaccare immediatamente sullo stesso pannello ma le due squadre non possono effettuare più di 3 tiri cumulativi sullo stesso pannello. Nel caso la palla non colpisca il pannello al seguito del tiro, o che essa dopo il rimbalzo cada nell’area proibita o fuori dal campo, il punto è consegnato agli avversari. Questa particolarità, unita al fatto che la palla non può mai toccare il suolo nella costruzione dell’azione (pena il cambio possesso) fanno del tchoukball una disciplina ad alto tasso tecnico ed elevata spettacolarità ad alti livelli.

fonti: https://www.scienzemotorie.com/tchoukball/ , https://www.campinglesviolettes.fr/actus/tournoi-de-tchoukball-adultes/tchoukball-jpg/

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